La cultura come strumento di coinvolgimento e sviluppo locale: la prima Faro Heritage Community a Roma

La cultura come strumento di coinvolgimento e sviluppo locale: la prima Faro Heritage Community a Roma

Sempre più la cultura sta assumendo un ruolo strategico nello sviluppo delle comunità e di nuove forme di economia locale. D’altronde, da sempre, grazie alla cultura, è stato possibile il cambiamento e il superamento di numerose barriere. Dal 2005 l’Unione Europea ha messo ancor più in luce il potenziale del nostro patrimonio culturale sia da un punto di vista sociale che economico, adottando molti documenti e policies che vanno proprio verso questa direzione. Un nuovo approccio è stato così promosso nelle politiche culturali e nella gestione dei beni culturali, che prevede una maggiore e più completa partecipazione e cooperazione da parte di tutte le parti interessate e coinvolte, su più livelli. Ciò ha portato ad una più ampia definizione di cultura, che prende in considerazione tutte le sue molteplici dimensioni e forme, e che pone al centro le persone ed il suo forte valore sociale. La Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società siglata a Faro nel 2005 promuove questo nuovo modo di concepire la cultura e di gestire il patrimonio culturale di cui gli Stati membri beneficiano: partendo dal presupposto che la cultura rappresenta uno strumento attraverso cui esercitare i propri diritti sia come uomo sia come cittadino e al tempo stesso una risorsa di cui poter godere, usufruire e da preservare, la Convenzione mira a promuovere e a sviluppare nuovi modelli di governance partecipata del patrimonio culturale.

Nel lavoro condotto durante questo anno nel Co-Distretto, è stato attribuito alla cultura un importante significato: è stata infatti sperimentata come entry point, ossia come strumento volto a innescare un processo di coinvolgimento e azione su precisi campi d’intervento, attraverso il quale implementare strategie di policy sui temi oggetto di analisi o sperimentazione.

 

Tante sono state le azioni realizzate dalla Comunità per il Parco Pubblico di Centocelle con il supporto di ENEA e LabGov per la preservazione e valorizzazione del patrimonio culturale ed archeologico di cui il Co-Distretto gode: in un primo momento sono stati organizzati degli incontri laboratoriali, durante i quali alcuni esperti hanno illustrato la storia del Parco, che rappresenta un importante bene archeologico, oltre che ambientale, per i quartieri che vi si affacciano e per Roma.

  

Anche le attività di micro-rigenerazione e le passeggiate in bicicletta alla scoperta dei numerosi beni presenti all’interno del parco, come l’Osteria di Centocelle, il cosiddetto tunnel di Mussolini, le due ville romane sotterranee, il primo aeroporto d’Italia, hanno fatto sì che le comunità locali e i singoli cittadini tornassero a prendersi cura di quei beni ormai in stato di abbandono e che quei luoghi ritornassero a vivere grazie ai racconti e agli sguardi incuriositi dei partecipanti.

                                    

E ciò ha fatto sì che a Roma si costituisse la prima Faro Heritage Community, ossia un gruppo di individui che operano al fine di valorizzare parte del patrimonio culturale affinché le generazioni future possano goderne e sostenerle, con l’obiettivo, dunque, di espandere e trasferire le good practices anche a livello europeo.

La CPPC ha avviato il processo di valutazione per ottenere il riconoscimento da parte del Consiglio d’Europa come Faro Heritage Community. L’ultima attività realizzata in questo senso è stata la passeggiata patrimoniale organizzata sabato 22 settembre 2018 come parte delle giornate europee del patrimonio. La CPPC ha superato il quarto step del processo per diventare a tutti gli effetti una Faro Heritage Community.

Nel frattempo il lavoro svolto nel Co-Distretto è stato riconosciuto come buona pratica ed inserito come tale nel report sulla governance partecipativa del patrimonio culturale all’interno dell’Agenda europea sulla Cultura.