La nascita della Comunità per il Parco Pubblico di Centocelle: l’importanza delle comunità locali nella preservazione del patrimonio culturale

La nascita della Comunità per il Parco Pubblico di Centocelle: l’importanza delle comunità locali nella preservazione del patrimonio culturale

Le azioni individuate e stabilite durante l’ultima sessione di coworking, e tutto il lavoro svolto nell’anno precedente hanno portato ad un importante risultato per la comunità che ruota attorno al Parco pubblico di Centocelle e per i tre quartieri del distretto (Alessandrino, Torre Spaccata, Centocelle), il cosiddetto Co-distretto. Si tratta di una area urbana di Roma molto complessa: presenta infatti il più basso indice di Sviluppo Umano e i più alti tassi di povertà e disuguaglianze. Secondo i dati sulla vulnerabilità economica e sociale dei quartieri di Roma, queste aree sono abitate prevalentemente da anziani (i.e. più del 28% dei residenti di Torre Spaccata); il V e VI Municipio sono i più poveri: con un reddito medio pari a 18.940 nel V e 17.609 nel VI; sono caratterizzati anche da un basso livello di istruzione: rispettivamente 10.3 e 9.7 anni medi. L’Indice di Sviluppo Umano nel VI è il più basso della città (0,455), poco più alto nel V (0,571) (Lelo et al. 2016)[1].

Il 1° dicembre 2017 rappresenta, dunque, un momento di svolta per il progetto CO-Roma e la comunità di riferimento: è il giorno in cui è nata ufficialmente la Comunità per il Parco Pubblico di Centocelle- ODV, costituendosi come organizzazione di volontariato ai sensi del nuovo codice del terzo settore[2]. La composizione del direttivo e dell’associazione tutta è frutto e simbolo dell’importante percorso che si è basato su una intensa conoscenza e valorizzazione del capitale sociale di cui la comunità locale è dotata.  Fanno parte del direttivo ed hanno contribuito alla costituzione dell’Associazione anche le due famiglie ROM, con cui la Comunità aveva già iniziato a dialogare e collaborare.

Secondo lo Statuto, l’Associazione di volontariato si impegna ad operare come una “comunità di eredità”, condividendo il principio di “collaborazione civica” e di “responsabilità sociale, individuale e collettiva nei confronti del patrimonio culturale”, e ponendosi come obiettivo quello di promuovere e valorizzare il patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale del bene comune urbano “Parco Archeologico di Centocelle”, secondo la definizione che ne viene data nella Convenzione di Faro (Portogallo) siglata nell’ottobre 2005. La risorsa, infatti, su cui si è deciso di lavorare è molto complessa, in quanto rappresenta non soltanto un bene comune urbano, ma al tempo stesso un commons di natura sia ambientale sia culturale. Proprio per questa sua natura così complessa ma al tempo stesso variegata e ricca e soprattutto non valorizzata, la Comunità ha deciso di impegnarsi per entrare a far parte della rete delle Faro communities, avviando così il processo di riconoscimento dell’Associazione nel sistema HEREIN e di adattamento ai principi della Convenzione di Faro. Per Faro Community si intende un gruppo di individui che operano al fine di valorizzare parte del patrimonio culturale affinché le generazioni future possano goderne e sostenerle. L’obiettivo, dunque, è quello di espandere e trasferire le good practices anche a livello europeo. A tal proposito, tra le varie attività che l’Associazione si propone di fare vi sono attività di rigenerazione e riqualificazione del Parco, promuovere passeggiate e attività simili in modo da coinvolgere la comunità locale e favorire la partecipazione oltre all’accesso alla risorsa, favorire e promuovere incontri, workshop, convegni, tutte finalizzate alla promozione di un turismo sostenibile e responsabile, alla valorizzazione del patrimonio e dell’identità culturale, allo sviluppo di nuove forme di economia circolare, del riuso, sociali, policentriche e collaborative. Sempre nell’ambito del processo di costruzione di una Faro Heritage Community è stato organizzato un ciclo di incontri laboratoriali, intitolato “Tra archeologia e storia alla scoperta del Parco Archeologico di Centocelle e del Pratone di Torre Spaccata” in collaborazione tra la Comunità per il Parco Pubblico di Centocelle, il Comitato di Quartiere di Torre Spaccata e l’Associazione Settimo Biciclettari. Il fine di questi laboratori, che si sono tenuti in luoghi chiave per l’area, è stato quello di sperimentare la cultura come entry point e sono stati tenuti da esperti di varia natura ed esperienza, che hanno raccontato alle comunità dei Municipi V, VI e VII, la storia di questi luoghi. Nel corso dei mesi la CPPC sta ottenendo il riconoscimento come faro community dal Consiglio d’Europa.

Per questo motivo, con la terza giornata della collaborazione civica, tenutasi il 5 maggio 2018 tra i tre quartieri del distretto (VI, VII, VIII municipio), la CPPC insieme a LabGov, l’Università LUISS Guido Carli, ENEA e il Municipio V, ha deciso di organizzare una Passeggiata Patrimoniale –   ovvero passeggiate promosse dalle comunità patrimoniali per sviluppare un nuovo modo di vivere il territorio, a partire da chi lo vive. La passeggiata si è svolta durante una giornata itinerante per i quartieri del CO-Distretto, alla scoperta dei suoi luoghi chiave. Alcuni membri della comunità e dei partecipanti, che hanno deciso di aderire alla Passeggiata, hanno percorso le varie tappe muniti di bicicletta, altri invece semplicemente di tanta voglia e curiosità di viverli in maniera differente, sostenibile e inclusiva.

Figura 3 Passeggiata Patrimoniale organizzata durante la 3° giornata della Collaborazione Civica presso il Parco degli Acquedotti, 5 maggio 2018. Source Facebook.

Tante le persone che hanno aderito e contribuito a rendere la giornata più divertente e partecipata, orientativamente intorno ad un centinaio, ma soprattutto tante le persone del territorio che si sono attivate per offrire un contributo e collaborare nell’organizzazione dell’evento. Partendo dal Parco degli Acquedotti nel quartiere Don Bosco, passando poi per Torre Spaccata, Centocelle e Tor Sapienza, la giornata si è conclusa presso il FusoLab 2.0 nell’Alessandrino, ossia uno spazio adibito alla creatività, all’arte e all’innovazione tecnologica, un luogo di formazione, produzione e ricerca che mantiene forte la dimensione aggregativa e ludica. Un centro di promozione della cultura e della formazione attraverso le moderne tecnologie, che offre anche la possibilità di lavorare in un ambiente cooperativo e non competitivo. Un luogo che funge da catalizzatore sociale, urbanistico e culturale per l’intero quartiere e la città tutta. Ancora di più, infine, sono state le attività e i momenti di incontro e confronto che hanno permesso non solo di sperimentare la collaborazione civica, ma anche di dimostrare come insieme si può costruire una Roma diversa, più bella e resiliente.

Non si è trattato, dunque, di una semplice passeggiata, ma del frutto di un intenso lavoro di ricerca, che vede protagonisti studiosi e residenti che insieme collaborano per raccontare e far vivere quei territori in maniera differente, ossia attraverso i racconti, le esperienze e i progetti di chi vive quei quartieri, al fine di preservare in forma integrata il patrimonio di cui sono custodi.

[1] http://www.editricesapienza.it/sites/default/files/5664_Politiche_Urbane_Roma_web.pdf

[2] Secondo la riforma del Terzo Settore approvata il giorno 3 luglio 2017. D.Lgs 3 luglio 2017,n.117